Dato comunicato dal tg di oggi: 15% di pignoramenti in più rispetto all’anno precedente.
Il mondo entra negli anni ’10 mentre versa in una profonda crisi. Non solo economica. Si guardi una qualsiasi chart: sono Greatest Hits e cover album a dominare. Anche al cinema si moltiplicano sempre più le saghe, le trilogie, i sequel, eccetera eccetera. Conclusione: abbiamo smesso di creare; la cultura sembra essersi arenata su una spiaggia sterile da cui è difficile sfuggire.
Diamo uno sguardo al decennio musicale appena trascorso. Secondo Pitchfork, album emblema di quest’ultima decade è stato Kid A. Secondo NME invece, si è trattato di Is this it?. A chi dare ragione? Sono due album diversissimi. Non ho paura a definire il primo un album perfetto: Kid A (2000) racconta in dieci capitoli un’unica storia, la storia del disorientamento e dell’aridità del genere umano. La storia della crisi che stiamo vivendo, ma dieci anni fa. Pezzi che si amalgamano perfettamente fra di loro, sia concettualmente che –talvolta- formalmente. Un disco che scorre diretto, immediato e allo stesso tempo con un’altissima densità, raccontando un’epoca pur mantenendosi fuori dal tempo.
Che dire di Is this it?… Sappiamo tutti che è stato in seguito a questo disco (2001) che è esplosa l’ondata indie rock caratteristica di questo decennio. Dalle ceneri del rock di fine anni ‘60/anni ’70 (cito, a titolo di esempio, Television, Velvet Underground, Stooges), Casablancas e soci recuperano le sonorità chitarrose, possibilmente lasciando a casa il synth, e l’attitudine da rockstar. L’anno dopo Up the Bracket dei Libertines rincara la dose: ciò che segue è storia. È così che, certo non dal nulla, prende vita il cosiddetto indie rock, che è molto più che musica. Di lì a poco, infatti, presso i giovani il fatto di essere “indie” diventa un omologo di essere “emo”, “metallaro”, “rap”: fusione di musica e moda, uno stile. Jeans skinny, camicie a quadri, wayfarer, magliette larghe, accessori vintage… (Piccola parentesi: chi scrive è ben consapevole di dare in un certo senso una visione riduttiva della cosa. In effetti non è mia intenzione fornire uno sguardo completo dell’argomento, ma solo esaminare l’indie rock com’è inteso in senso stretto).
Dopo queste brevi digressioni, torniamo alla nostra domanda, ovvero quale dei due album citati è più emblematico del decennio appena trascorso. A parer mio esiste una sostanziale differenza tra i due: gli Strokes hanno fatto la storia, i Radiohead l’hanno raccontata. Ed entrambi hanno svolto il loro compito in modo superlativo.
Perché gli Strokes hanno fatto la storia? Perché proprio loro hanno dato il la allo spuntare a iosa di gruppi e gruppetti più o meno rilevanti nel panorama artistico internazionale, anche se il centro dell’attenzione è focalizzato nel Regno Unito. Libertines, Babyshambles, Franz Ferdinand, Bloc Party, Interpol, Killers, Editors, Futureheads, Foals, Maximo Park, We Are Scientists, Arcitc Monkeys, Wombats, Cinematics, Rapture, 1990s, Long Blondes, Dirty Pretty Things, Primal Scream, Superfurry Animals, Subways, Kooks, Kaiser Chiefs, Kasabian, These New Puritans, Art Brut, Blood Red Shoes, Clinic, Cajun Dance Party, Klaxons, Late of the Pier, Los Campesinos!, Mystery Jets, of Montreal, Reverend and the Makers, Test Icicles, Raveonettes, Pete and the Pirates, Cribs, Fashion, Fratellis, Courteeners, Lightspeed Champion, Enemy, Bravery, Holloways, Pigeon Detectives, Bombay Bicycle Club, Modest Mouse, You’re your Hands Say Yeah!, Horrors, Maccabees, Good Shoes, Shout Out Louds, Hives, Paddingtons, Rakes, Rascals, Sunshine Underground, Veils, Walkmen, Ting Tings… devo proprio continuare?
Al contrario, non riesco a fare nomi di band che esplicitamente e non si rifanno ai Radiohead. Non certo perché Yorke e soci non meritino un seguito, anzi! Penso che siano proprio la loro unicità e il loro eclettismo a renderli un evento a sé stante nell’ambito della scena musicale odierna.
Detto questo, alle porte degli anni ’10 poco ci rimane tra le mani. Alcuni si sono sciolti, molti altri sono caduti nel dimenticatoio, chi è sopravvissuto ci è riuscito cambiando direzione.
Perciò è naturale chiedersi: cosa ascolteremo nel prossimo decennio?













































