Archiviazioni mensili: Giugno 2008

Avevo già pubblicato sull’altro mio blog la traduzione del capolavoro dei Sigur Ros. La riposto qui, insieme al testo originale, sperando possa essere utile a qualcuno.

Bla nótt yfir himininn
Bla nótt yfir mér
Horf-inn ut um gluggann
Minn með hendur
Faldar undir kinn
Hugsum daginn minn
Í dag og i gær
Bla nattfötin klæða mig i
Beint upp i rum
Breiði mjuku sængina
Loka augunum
Ég fel hausinn undir sæng
Starir a mig litill alfur
Hleypur að mér en hreyfist ekki
Ur stað – sjalfur
Staralfur
Opna augun
Stirurnar ur
Teygi mig og tel
Kominn aftur og alltalltilæ
Samt vantar eitthvað
(Eins og alla veggina)

Notte blu sopra il cielo
notte blu sopra di me
scomparsa fuori dalla finestra
io con le mani
nascoste sotto la mia guancia
penso alla mia giornata
oggi e ieri. 
Mi metto la mia camicia da notte blu
vado direttamente a letto
tiro le soffici coperte
chiudo gli occhi
nascondo la testa sotto le coperte. 
Un piccolo elfo mi osserva
corre verso di me ma non si muove
dal posto. Proprio lui
un elfo che osserva. 
Apro gli occhi
tolgo via le croste
mi stiracchio e controllo (se non sono)
tornato ancora ed è tutto ok
eppure c’è qualcosa che manca
come tutti i muri.

Una bella mora, una bella bionda, un ragazzino, due over quaranta: questa la formazione dei Volume Courbe, gruppo londinese imperniato sulla cantante francese, schierata sotto la tettoia della spiaggia 72.

Capito alla serata senza sapere assolutamente niente di loro. E a primo impatto mi dico wow, che stile: la frangia castana della cantante, che scende morbida sui suoi occhi verdi fa a dir poco impazzire, soprattutto se la abbiniamo al look trasandato, la rende molto naif, molto francesina. Una voce esile esile che si nasconde dietro al microfono ricorda una certa cantante islandese… Poi passo alla polistrumentista alla sua sinistra: una bionda fatesca, con vestito lungo bianco, in mano violino, glockenspiel, e la tastierina che si suona soffiando di cui al momento mi sfugge il nome. In totale, due figure affascinanti.

L’esibizione vera e propria, ad essere sinceri, mi è sembrata un po’ fiacca. A parte il brano I killed my best friend, inquietantemente meraviglioso, regna una semplicità troppo semplice, un minimalismo ricercato che si disperde e finisce per non rendere in intensità. E ammetto che mi è scappata una risatina quando la cantante ha tenuto in mano per tutta la durata di una canzone un paio di campane colorate moooolto giocattolesche, per agitarle a scatti per un secondo suonarle solo una volta. Alla fine dell’esibizione, chi non sta ancora piangendo per la tristezza che ha addosso si guarda bene dal richiamare il gruppo.

[VOTO: 6,5/10]

Passiamo quindi al dj set di colui che si suppone fosse Douglas Hart dei Jesus and the Mary Chain (almeno stando al flyer dell’Hana Bi). Momenti topici:

  • Kids – MGMT
  • That’s not my name – The Ting Tings
  • Elvis – These New Puritans
  • Great Dj – The Ting Tings
  • Kill The Director (CSS remix) – The Wombats
  • Paint It Black – Rolling Stones
  • Perdono – Caterina Caselli (No ma, SI FA?? DOPO GLI STONES? Ero esterrefatto)
  • Billy Idol – Dancing With Myself
  • The Whip – Trash
  • Transmission (Joy Division) mixata sotto Let’s Dance To Joy Division (The Wombats): una cosa ORRENDA!

[VOTO: 8/10]

Franz Ferdinand @ Bands Apart 2008Fervono i preparativi per il Bands Apart Festival di Ferrara 2008. Quest’anno, com’è noto, performance da brivido dato che Piazza Castello verrà calcata da Cribs, Franz Ferdinand, dEUS Interpol. Si prospettano due giornate che resteranno negli annali della musica live!

Questo richiede anche una preparazione a dir poco intensa. Devo colmare ancora quache lacuna nei confronti di queste band, in particolare riguardo ai dEUS, che conoscevo appena, e dei quali vorrei memorizzare più canzoni possibili. Inoltre mi manca il primo cd dei Cribs, nonché alcune canzoni del primo dei Franz.Interpol @ Bands Apart 2008

Per quanto riguarda gli Interpol, beh sono i miei preferiti, conosco già tutto ciò che le labbra di Paul Banks hanno proferito. Tuttavia dato che voglio cantare tutto parola per parola, mi metto a studiare Turn On The Bright Lights e Antics,  testi sott’occhio, e impararli per filo e per segno.

Come prima recensione di concerto di questo blog sono costretto a postarne una che non potrà essere del tutto esauriente, sia perché sono arrivato con un po’ di ritardo all’evento (ho fatto chiusura al lavoro), sia perché si tratta di un gruppo che non conosco a fondo.

Arrivo a concerto ovviamente già iniziato. Hana Bi gremito più del solito per l’evento speciale. Sotto la tettoia, Pete e i suoi pirati stanno intrattenendo il pubblico alla grande. Look sobrio (se escludiamo gli occhiali stile old Rayban con montatura bianca del chitarrista principale), tutto sommato dei bravi ragazzi, altro che pirati!

Devo dire che come accade spesso, un’esibizione live fa apprezzare ancora di più dei pezzi sentiti da un cd. Questo è stato il caso. Thomas Sanders e soci eseguono egregiamente le loro musiche frizzanti e piacevoli -tratte sia dal loro LP, Little Death, che dai loro due precedenti EP- il che li rende una delle più interessanti formazioni indie degli ultimi tempi.

Tuttavia, nonostante la loro proposta possieda senza alcun dubbio tratti originali, in particolare negli arrangiamenti e nelle melodie, fanno fatica a discostarsi da un genere già percorso da predecessori più famosi quali Arctic Monkeys, Futureheads e Wombats. Mancano forse di un’identità più marcata e decisa, che li distingua dal mucchio.

Da ballare: Mr. Understanding.

VOTO: 7/10

Pete and the Pirates

Perché aprire questo blog?

Fondamentalmente per due ragioni. Ho già un altro blog (www.luvi1987.spaces.live.com, friends only), dove raccolgo, oltre ai miei scritti, riflessioni di ogni genere. Su quella pagina è anche mia abitudine pubblicare una volta a settimana il testo di una canzone per me significativa, canzone che avrebbe fatto da sottofondo fino alla settimana successiva. Oltre a ciò, col passare del tempo, mi sono reso conto che aumentavano i post di carattere musicale, fino quasi ad uguagliare in numero gli altri di carattere personale.
C’è un’altra cosa. Interessandomi sempre di più alla scena indie internazionale, ho capito di avere molte cose da dire in merito. Mi occorreva uno spazio dove riversare contenuti, opinioni, commenti.
Ed eccoci qui.
Nei prossimi mesi mi occuperò non solo di recensire gruppi e album, ma anche di raccontare le serate live a cui assisto, e molto altro.
Mi auguro che questo blog possa risultare interessante per qualcuno, e di raccogliere qualche lettore, nonché abbondanti commenti!
Beh, non mi resta che augurarvi un buona lettura, a presto!