Come prima recensione di concerto di questo blog sono costretto a postarne una che non potrà essere del tutto esauriente, sia perché sono arrivato con un po’ di ritardo all’evento (ho fatto chiusura al lavoro), sia perché si tratta di un gruppo che non conosco a fondo.

Arrivo a concerto ovviamente già iniziato. Hana Bi gremito più del solito per l’evento speciale. Sotto la tettoia, Pete e i suoi pirati stanno intrattenendo il pubblico alla grande. Look sobrio (se escludiamo gli occhiali stile old Rayban con montatura bianca del chitarrista principale), tutto sommato dei bravi ragazzi, altro che pirati!

Devo dire che come accade spesso, un’esibizione live fa apprezzare ancora di più dei pezzi sentiti da un cd. Questo è stato il caso. Thomas Sanders e soci eseguono egregiamente le loro musiche frizzanti e piacevoli -tratte sia dal loro LP, Little Death, che dai loro due precedenti EP- il che li rende una delle più interessanti formazioni indie degli ultimi tempi.

Tuttavia, nonostante la loro proposta possieda senza alcun dubbio tratti originali, in particolare negli arrangiamenti e nelle melodie, fanno fatica a discostarsi da un genere già percorso da predecessori più famosi quali Arctic Monkeys, Futureheads e Wombats. Mancano forse di un’identità più marcata e decisa, che li distingua dal mucchio.

Da ballare: Mr. Understanding.

VOTO: 7/10

Pete and the Pirates

Un Commento

  1. Che faccio, la scarico?
    Sì, dai, la scarico.

    Pete pare un bel ragazzo, comunque.


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