[Mi scuso in anticipo con il lettore se la seguente recensione manca un po' di emozione e dettagli, ma il magnificamente totalizzante concerto di dEUS e Interpol, al quale segue la stesura di questo pezzo, ha totalmente soverchiato ogni mio ricordo del concerto di sabato].
Dopo l’uscita di scena dei Jarman Boys, la tensione inizia a crescere. I tecnici smontano gli strumenti di troppo, e calano un tendone di sfondo con disegnate le quattro capocce dei musicisti scozzesi, disegno ripreso sulla tshirt che ovviamente ho comprato =P. Ahinoi tornano pure le musichette odiose in sottofondo. Iniziano pure gli spintoni di quelli troppo pigri per partire presto e prendere le prime file, o troppo ignoranti per rispettare le persone.
Sgamiamo in pieno un tecnico che attacca sul pavimento, sotto il microfono, un foglio A4 che in controluce leggiamo benissimo: “CIAO! COME VA? TUTTO BENE?”. -_-’ Più avanti Alex ci delizierà anche con uno squisito “CIAO BELLA CASTELLA!”.
All’ingresso degli scozzesi sale un’ovazione potente dal pubblico. Tutti molto eleganti, il chitarrista Nick McCarthy addirittura con un calice di vino rosso tra le dita. Quando attaccano le prime note resto alquanto di stucco: non riconosco il pezzo all’istante. Chiedo aiuto ai vicini, che mi rivelano si tratti di Micheal. Ecco una di quelle canzoni dei Franz che davvero non ascolto mai. E questi me la usano per aprire il concerto. Mah. Idem per la seconda, Come On Home. Nonostante il pubblico sia subito scatenato, dimostrando di conoscere alla perfezione quelli che secondo me sono pezzi minori, i Franzi sono ancora freddini, oserei dire addirittura inespressivi. Tutt’altra storia per The Fallen, che sicuramente coinvolge di più.
Tuttavia, quando iniziano a suonare A New Thrill, primo dei nuovi pezzi che i Franz ci presentano in anteprima italiana, capisco l’antifona. Stasera non sarà un normale concerto, ma bensì una vetrina pubblicitaria per il terzo album. Loro stessi sono emozionati, e iniziano ad agitarsi nell’esecuzione. A New Thrill si tratta sicuramente di un pezzo orecchiabile, grazie alla ripetizione del verso “I feel alive” nel ritornello. Suscita curiosità per le prossime novità.
Si scopre che la tattica della serata è alternare brani nuovi a successoni da scatenamento. In questo modo, dopo i momenti di pure follia creati da Tha Dark Of Matinée, mi concedo un riposino per la nuova Katherine Awake Me Kiss Me. Si viene così a creare un andamento altalenante di adrenalina/noia/adrenalina/noia, dato che le nuove tracce mi deludono molto. Seguono Do You Want To che crea il delirio, più una lunga ed emozionantissima Walk Away. Alex, da freddino che era all’inizio, pare essersi calato di più nelle vesti di show man. Oltre alle già citate parole in simil-italiano, ci coinvolge facendoci ondeggiare le braccia, e facendo delle facce esilaranti.
Non faccio in tempo a riscaldarmi che la pressione scende ai minimi storici a causa di Bite Hard,
ennesima canzone nuova, che più di dire che è carina non me la sento. In generale, salvo poche eccezioni che vedremo più avanti, ho la sensazione che Kapranos&Co non riusciranno a mantenere i livello dei primi due LP. Le nuove tracce si ascoltano volentieri, ma non coinvolgono, non trascinano, non si distaccano troppo dal rock beatlesiamo che aveva inizialmente ispirato gli scozzesi. Troppe, davvero troppe, le sensazioni di già-sentito. E neanche la leggera svolta elettronica salva la situazione.
Come accennato, nondimeno, ci sono delle eccezioni. Dopo una brillante Take Me Out, infatti, arriva Ulysses, tra le migliore nuove esecuzioni. Segue 40′, che commento come già fatto con Micheal. Altro pezzo nuovo, poi Outsiders, ultima traccia di You Could Have It So Much Better, si rivela l’esibizione fulcro della serata. Circa a metà canzone un tecnico porta sul palco un tamburo in più, e delle bacchette. Scopriamo subito a cosa servono: entrano i tre Cribs, che si accalcano sulla batteria con rinforzo, e accompagnano Alex. McCarthy interrompe i suoi giri di chitarra e si mette anch’egli a percuotere. Segue il bassista Bob Hardy a fare il sesto drummer, e per ultimo lo stesso Kapranos. Roba da non crede, sono in sette a suonare la batteria! Il frastuono è indicibile, ma ancora maggiore è il piacevole sgomento di tutti noi in preda a crisi estatiche! Ma anche la lunghissima coda di Outsiders finisce, e i Franz Ferdinand, dopo aver ringraziato i Cribs, abbandonano il palcoscenico.
Tanto non ci crediamo. Dopo qualche minuto eccoli tornare. McCarthy si impossessa della tastiera,
per comporre le trascinanti note iniziali di Turn It On, unico pezzo davvero irresistibile dei nuovi eseguiti. Tutti ballano e si agitano, come previsto molti pogano. Al che notiziona da parte di Alex: In teoria il concerto sarebbe finito, ma si stanno divertendo molto, quindi dagli di fuori programma! Ed è così che le note di Jacqueline fanno tremare il cuore dei presenti. La fine vera e propria è lasciata ad una stratosferica This Fire, che manda tutti definitivamente su di giri, cantando a squaciagola “THIS FIRE IS OUT OF CONTROL, I’M GONNA BURN THIS CITY, BURN THIS CITY”.
Molto positivo: l’alto grado di coinvolgimento del pubblico raggiunto.
Molto negativo: gli scadenti nuovi brani, e le grandi assenti: Darts Of Pleasures, Auf Achse, Eleanor Put Your Boots On, Evil And A Heathen.

SCALETTA FRANZ FERDINAND:
-
Micheal
-
Come On Home
-
The Fallen
-
A New Thrill
-
The Dark Of Matinée
-
Katherine Kiss Me
-
Do You Want To
-
Walk Away
-
Bite Hard
-
Take Me Out
-
Ulysses
-
40′
-
What She Came For
-
Outsiders
-
Turn It On
-
Jacqueline
-
This Fire
[VOTO: 8/10]