Fra gli abeti dei Giardini Speyer e su un prato da tempo non tagliato si esibisce Meg.
Vado al concerto non sapendo assolutamente nulla di lei. Non ricordavo il nome della band di cui aveva fatto parte, né avevo sentito alcuna delle sue canzone. Non sapevo che genere facesse. Niente di niente insomma.
Prendete tutti i Soulwax, Justice, Cut Copy o Crystal Castles che volete, ma il musicista di elettronica di Meg li raggruppa e supera tutti. Ritmi potenti, originali, sound accattivanti. Lei show-woman con i suoi cappelli e accessori vari (una maschera alla veneziana, delle corna nere da demonio, e un pianoforte a coda in testa). Proprio dopo essere entrata col piano in testa dice: “ora fate finta che l’apparato elettronico diventi un bellissimo pianoforte a coda. Beh, non dovrete sforzare troppo la vostra fantasia, perché il pianoforte è qui” [e si indica]. Meravigliosa.
Non apprezzo molto il prestigiatore che accanto a Meg sfoggia la sua arte mentre lei canta. Senza dubbio bravissimo, ma l’attenzione preferirei puntarla sulla musica, grazie. Ho adorato ballare spesso e volentieri, e le canzoni Distante e Laptop Love, più altre di cui non so il titolo. Per certo da domani è nella mia playlist.
Un solo pensiero mentre mi allontano a fine esibizione: nessun sospetto che in Italia esistesse musica simile.
VOTO: 8,5/10

2 Commenti
Io AMO il testo di Pandora.
X me Meg è semplicemente la negazione della musica. Molto pubblicizzata,senza tutto l’apparato che la circonda (specie mediatico) credo che sarebbe a raccogliere i pomodori da tempo. Comunque la musica che tenta di fare è stra-inflazionata all’estero e se in Italia nesssun altro la fa,penso ci sia un motivo piùche logico