Menzione d’onore all’opening act, tali Bachi Da Seta. Un duo locale, canzoni lunghissime, ambient, il batterista suona solo un tamburo, una cassa e un paio di piatti; il cantante/chitarrista percuote le corde del suo strumento, talvolta sfregandole con una bacchetta da drums, come se avesse un violino tra le mani. Raccolgono ampiamente il mio consenso.
E’ poi il turno dei protagonisti della serata, i Liars. L’impatto maggiore è la vista del frontman, Angus Andriew. Vestito con completo rosso e cravatta nera, capelloni, birrozza in mano, si innalza verso i due metri di altezza. Dopo un soundcheck a mio avviso un po’ affrettato, parte il loro noise, e da subito il nostro Angus si scatena. Ma proprio di brutto! Il primo paragone balzatomi in mente è stato il Mick Jagger visto in Shine A Light, ovvero un carrarmato inarrestabile di movenze, balli e pazzie. Solo che il Bugiardo è ancora più pazzo. Saltella, si muove, urla, fa le facce, e soprattutto ripete in continuazione i residui di una qualche lezione di italiano, corrispondenti a “brava brava!” e anche “va bene? come state?”, che a noi italiani ci fa sempre piacere sentire!
Il contenuto dell’esibizione si concentra sui brani del loro quarto
e più recente album. Iniziando da Freak Out, passando per Pure Unevil, Clear Island, Leather Prowler, le loro distorsioni emanano da sotto la tettoia per giungere fin sopra le dune, anch’esse gremite di ascoltatori. Il volume è altissimo, tant’è che molti hanno i tappi alle orecchie, altri se le tappano manualmente. Quando si arriva alla conosciuta Houseclouds il pubblico è già molto preso, fino alla conclusiva e stra-acclamata Plaster Casts Of Everything, accolta con sommo entusiasmo. Un altro paio di brani dopo il rientro on stage segnano il termine del concerto.
Tecnicamente sono ineccepibili. Le canzoni del cd sono replicate alla perfezione dal vivo, evidenziando però le percussioni. Queste infatti si rivelano la vera forza dei Liars. Un batterista-maratoneta produce ritmi frenetici per tutta l’ora di show, le bacchette neanche si vedono. Complimenti davvero. Lodi anche al secondo chitarrista, in diversi brani eccellente batterista aggiuntivo, nonché back-vocalist.

Un Commento
Di solito le parole di italiano che gli stranieri sanno sono le parolacce e le bestemmie.