Una giornata a dir poco strepitosa quella inaugurale del Bands Apart di quest’anno!

Alle 17:00 arriviamo a Ferrara, e per le strade della città risuonano le prove dei Franz Ferdinand. Stanno provando le canzoni nuove che presenteranno in anteprima italiana. Corriamo alle transenne e scorgiamo Alex in camicetta hawaiiana che gorgheggia sul palco. L’emozione inizia a crescere.

La fila è composta principalmente da ragazzi, appena maggiorenni o poco più. Predomina il genere indie-fighettino, davanti a me un ragazzo-stereotipo: magrissimo, capelli lunghi con frangia, rayban con le punte laterali, tshirt I Love NY, cheap mondays neri. Gli altri sulla stessa linea, gilet più, gilet meno.

Non ci vuole molto per intuire che lì nessuno è a conoscenza dell’esistenza dei Cribs. La conferma mi arriva parlando con una ragazzina, che mi rivolge la parola ridendo in modo sarcastico dicendo: “Ma poi, chi cavolo sarebbero ’sti Cribs?”. La guardo esterrefatto, e le faccio un po’ di lezioni sulla band che in patri è considerata quasi al livello delle scimmie artiche, un excursus sulle loro canzoni fighissime, e sul dettaglio che è lo stesso Alex Kapranos a produrli e a volerli come opening act per i ferdinandi. Penso ci sia rimasta male.

I Franz se la prendono comoda con le loro prove, e lasciano ai fratelli Jarman una mezz’ora scarsa per il loro soundcheck. L’apertura dei cancelli slitta alle 19:30, ed è tutta una corsa per la prima fila. Troviamo un posto stupendo alla sinistra del palco, appoggiati alla transenna. Ma abbiamo davanti un’attesa di un’altra ora e mezza prima di poter vedere i cribbi sul palco. Nel frattempo, ci gustiamo il cd di sottofondo che ci hanno confezionato: Mind Your Own Business dei Delta 5, Whip It dei Devo, i Los Campesinos! e Video Killed The Radio Star. Ripetute cinque volte. Ora appena sento il glockenspiel dei campesini do di matto, e “aua aua” è per me un grido di guerra. Grazie mille. Per fortuna da qualche parte sul palco di fronte a noi sembra essere accesa qualcosa di simile ad aria condizionata, che ci aiuta a sopportare i raggi obliqui di un sole che tramonta sul backstage.

Circa alle 21,00 i tanto attesi (da me) Cribs salgono sul palco. Gary, il gemello bassista, curato, composto, vestito con discrezione. Ross, il fratello minore, batterista, con una giacca presumibilmente atta a ricostruire la temperatura del pianeta mercurio, un tipo tranquillo. Ryan, il gemello chitarrista,  sigaretta in bocca, capelli osceni con frangia a riga pari e leccata di mucca, tshirt bianca con buchi dalle dimensioni più svariate. Test: indovina chi è il più svalvolato dei tre?

Quest’ultimo prende la parola: “ciao, siamo i Cribs, veniamo da Wakefield, è la nostra seconda volta in Italia, divertitevi”. E attaccano con Our Bovine Public, in versione trascinante. Loro comunque sono ancora freddini, e il pubblico alquanto passivo non aiuta gran che. Con Hey Scenesters l’andazzo non cambia molto. Saremo una decina in tutto che cantano il ritornello, qualcuno ammazza il tempo pogando. Ancora per diverse canzoni, nonostante suonino ottimamente, paiono essere un po’ fiacchi, e in effetti Gary in una pausa si scusa per aver “suonato terribilmente finora”. Beh, a me non erano sembrati poi così terribili.

In ogni caso hanno intenzione di cambiare rotta, e scatenarsi per bene. Da Moving Pictures in poi è tutto un vifacciamovederequantosiamodeipazzifuriosi.  E così Gary si mette a sfregare le corde del suo basso con l’asta del microfono, mentre Ryan schitarra rotolando per terra e Ross (che intanto si è tolto la giacca rivelando delle enormi chiazze ascellari) sale in piedi sulla batteria. Estasi totale. Io continuo a cantare a squarciagola (sentendo però comunque solo la mia voce, sigh). [Nota: a lato del palco, Alex Kapranos in persona assiste allo show, con al seguito moglie e figli, di cui uno ancora nel ventre della signora].

Al momento di Men’s Needs – che fortunatamente si rivela più conosciuta – il pubblico sembra abbastanza preso, e ancora di più lo sono i gemelli. Seguono I’m A Realist e The Wrong Way To Be, e Ryan conclude buttando tutto per aria, e suonando la chitarra strisciandola contro la cassa. Pura follia.

Escono di scena ringraziando per l’accoglienza e per il tempo meraviglioso. Tirando le somme, si è trattata sicuramente si un’ottima prestazione per i fratelli di Wakefield. Oltre che musicisti abili e precisi, si sono dimostrati ottimi intrattenitori. Li aspettiamo a braccia aperte il più presto possibile!

Un consiglio per tutti i detrattori: tenetevi meglio informati sulla scena indie britannica, e prendete la buona abitudine di ascoltare le canzoni dei gruppi spalla prima del giorno del concerto; la moda di criticare gli opening act davvero non la capisco.

SCALETTA THE CRIBS:

  • Our Bovine Public
  • Hey Scenesters
  • Don’t You Wanna Be Relevant
  • Girls Like Mystery
  • Women’s Needs
  • Moving Pictures
  • Canzone nuova (forse Bastards Of Young, presente sul loro Myspace? chi può dirlo)
  • I Tried Everything
  • Mirror Kissers
  • Men’s Needs
  • I’m A Realist
  • The Wrong Way To Be

VOTO: 9/10

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4 Commenti

  1. Mi sa che la ragazzina ero io… (bionda, canottiera beige e se sei tu il blogger, mi hai detto: -Io sono qua quasi di più per i The Cribs che per i FF- e sì, ci sono rimasta male!!!)(ho trovato per caso l’articolo) I The Cribs non è che non li conoscevo, SAPEVO benissimo che i loro ultimo album l’hanno prodotto i Franz e comunque è da un po’ che anche loro sono in circolazione.. Il fatto è che non mi piacciono!!! Ho solo buttato lì quella frase perchè non mi ero resa conto con quale gente avessi a che fare: in pratica non mi aspettavo una tale marea di espertoni!! Ma alla fine me li sono goduti (anche se conoscevo solo due canzoni: Mirror Kissers e Moving Pictures) pur senza conoscerli “troppo” bene… E sono abbonata all’NME, dato che l’indie è la mia passione anche se alle apparenze non sembrerebbe proprio!!
    Comunque molta gente conosceva i testi dei The Cribs, alla fine non tutti gli ignoravano: c’è da dire che la fama dei Franz, per lo meno qui in Italia è incomparabile…
    XD XD XD

  2. Mi è sfuggito un “gli ignoravano”, ad ogni modo: recensione davvero accurata!

  3. Ecco, io al concerto non c’ero. Ma ci sarei venuta volentieri, non tanto per i Franz ma per i Cribs. Anzi, avrei dato il sangue per esserci. Quindi ti dirò, la recensione mi è piaciuta perecchio. Almeno posso far finta di esserci stata. Bella la scaletta, anche se io ci avrei visto bene qualcosa dal primo disco, tipo Another number, ma sai cosa cambia :D
    Detto questo, ti invidio da morire, perchè hai potuto sentire I’m a realist dal vivo :p
    Non sapevo fossero già stati in Italia, questo mi fa ben sperare per un altro ritorno (incrocio tutte le dita che ho).
    Per finire, mi fa piacere che in Italia ci sia qualche altro “malato” di Cribs come me, i fratelli Jarman mi han creato dipendenza!

    Ciao, Sonia

  4. Laura, dalla tua affermazione non sembrava che ne sapessi così a pacchi! sicuramente la timidezza ^_^
    comunque già per il fatto che a 15 anni ti sei fatta da sola un concerto così meriti tutta la mia stima!
    Sonia, peccato che non ci sia stata. Secondo me la loro scaletta è stata perfetta. Il primo album -che reputo un lavoro da dimenticare, a parte forse Baby Don’t Sweat- è stato del tutto tralasciato. Mentre hanno suonato le canzoni più conosciute e orecchiabili, scartando i lenti, i quali avrebbero costretto Ryan a cantare, ma sappiamo bene tutti che si tratta di un’azione che lui è assolutamente incapace di compiere! =P


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